“Una bella veleggiata” 2° giorno di trasferimento Chioggia – Imperia



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IMG_7378.JPGAbbiamo appena superato Vieste, dove dovevamo fare rifornimento di gasolio, dopo una bellissima veleggiata che ci ha portato praticamente al traverso di Vasto. La barca si è comportata molto bene, ma la sartia diagonale dell’albero è completamente lasca, dopo abbiamo scoperto che anche l’altra sartia diagonale dell’albero è completamente lasca e tra l’altro il trinca retto è a fondo scala…

Diario del facente funzioni di Capitano, data stellare -307477.8 non sono capitano o meglio ho la patente nautica per comando di imbarcazioni da diporto, quindi sono anch’io nel mio piccolo comandante :), ma inizierò e scrivere così in onore del Capitano Astronauta Samantha Cristoforetti, una donna, anche lei appassionata di navigazione e di Star Trek ora a bordo della ISS alla quale penso spesso durante i turni di notte. Lo dedico anche a tutte le donne e CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, questione che mi ha dato da pensare parecchio durante questi primi di preparazione al trasferimento, violenza, che non finirò mai di denunciare e verso la quale non farò mai orecchie da mercante.

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La barca inclinata con le vele spiegate di bolina al largo di Vieste.

Nel meriggio abbiamo fatto un bel bordo ed una bellissima veleggia con punte di 8 nodi di velocità, nella quale l’armatore ha timonato per la prima volta la sua barca Blue Bell, appena acquistata usata. la barca risponde perfettamente ad ogni colpo di ruota, sembra quasi collegata in presa diretta, solo sapendo che ci sono tutta un serie di collegamenti particolari, composte da i frenelli, il settore e le pulegge, comprendo la precisione di questo timone. La barca ha straorzato una volta sola, mentre era al timone Piero, ma nulla di pericoloso è solo entrata un po’ d’acqua nel pozzetto, che bello! Veleggiare senza motore acceso durante un trasferimento è la cosa più bella che si possa fare, non tutti gli skipper lo vogliono fare, per tutta una serie di ragioni, in primis che ovviamente per andare a vela bisogna mettersi ad un angolo congruo con il vento e quindi spesso si va fuori rotta, questo implica perdere tempo, il secondo motivo è che per andare a vela bisogna aprire le vele e quando si aprono le vele spesso si possono avere problemi, fino anche a strappare le vele stesse se la barca è anziana; strappare le vele in un trasferimento quando la barca è già stata venduta è una rimessa per il broker nautico, che ovviamente deve rifondere il compratore del costo delle vele nuove. In ultimo spesso c’è questa sorta di punizione, che si da all’equipaggio per cui se si è in trasferimento non si può andare a vela per forza, Piero per fortuna la pensa diversamente, gli piace andare a vela ed io aggiungo che da buon genovese, si risparmia gasolio. Al traverso di Vasto, abbiamo tirato giù randa e fiocco ed abbiamo acceso il motore, la direzione in primis era Termoli, ma analizzando bene la situazione meteo, Piero, lo skipper ha deciso di andare a Vieste e così è.

Sono le 16:52 e siamo lanciati direzione BRG 95′ a 2500 giri motore raggiungendo quasi 6,5 nodi di SOG. Dapprima il mare appena acceso il motore era liscio e calmo, adesso invece inizia un po’ di ondina che preannuncia la burrasca nella quale ci stiamo andando a cacciare… L’idea è quella di riposare a Vieste in transito, questa notte dalle 3:00 di mattina alle 8, quando aprirà il benzinero, dopodiché ripartire subito stando sotto costa al Gargano e proseguire almeno fino a Leuca, dove sicuramente ci aspetterà un onda di 2 metri ed una raffica di 30 nodi di scirocco.

In questo momento ci sono 10 nodi di vento reale a 40′ di angolo lato dritta a prua, e sarebbe da tirare su le vele, ma la decisione spetta al comandante e visto che dorme per il momento la randa rimane ammainata. Tempo fa mi han detto che la vela non è una scuola di vita, la vela è comando e imposizione e non rappresenta una società, forse non rappresenta una società di persone che han paura di sbagliare o che non vogliono raggiungere obbiettivi, perché a parer mio in questa avventura, siamo proprio tre soci, che devono raggiungere la stessa meta: portare la barca a Imperia, stare bene assieme e cercare di veleggiare il più possibile, combattere contro il mare fino a che si può ed in caso rimanere riparati in porto aspettando tempi migliori.

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Bandiera d’Italia che sventola al tramonto

Anche questa sera mi sono regalato un bel tramonto su Vasto ed il tavoliere delle Puglie in lontananza…

La mattinata invece è iniziata presto, mi sono svegliato che eravamo già dopo il Conero di un bel po’ di miglia, abbiamo fatto due volte colazione prima con Piero e poi con l’armatore, caffè della moka e latte UHT, forse in navigazione è meglio non replicarlo più, non sono stato male, ma mi ha dato un po’ di fastidio, alle 10:00 mi sono rimesso a dormire perché avevo fame, molta fame..

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La barca in bolina strettissima

Alle 14:00 quando eravamo già in vista di Vasto, Piero con la barca completante sbandata ha preparato dei panini prosciutto cotto e formaggio… un fermino per il mio stomaco brontolante, adesso siamo qui ormai alle 18:14 che stiamo bevendo una buona Menabrea e guardando i nostri iPad per vedere le revisioni meteo che non sono per niente edificanti… Ci sono 4 nodi di vento reale, ma sappiamo già che stiamo andando in bocca alla tempesta a Vieste sono già 17 nodi di vento e la previsione è ancora peggiore, dovremmo arrivare lì fra 6 ore… Adesso provo a riposare un po’ anche se il motore grugnisce fortemente nella mia cuccetta di poppa… Questa mattina purtroppo anche se avevo impostato l’avviso mi sono perso alle 5:48 il passaggio della ISS, penso sempre al capitano Cristoforetti e quanto sia importante per l’umanità che quei gli uomini siano lassù…

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Screenshot della previsione di Wind Alert sul Gargano

Dalle 19:00 in poi ha iniziato a tirare un vento di 23 nodi diritto in prua, la barca a 2500 giri motore faceva 3/4 nodi, poverina, prendevamo le onde di almeno un metro come se fossimo al galoppo di un cavallo imbizzarrito che ogni tanto si stufava e sbatteva, la pancia della barca sull’onda crea un fragore secco, e trema tutto l’albero, sembra che la barca da lì a poco vada in pezzi. Chi non ha mai fatto trasferimenti o è invidioso di chi va in barca e pensa che questa sia una gita di piacere, fa sempre la battuta, cercando di essere simpatico, ma non riuscendoci mai, che un trasferimento è una vita da nababbi, che sei figo a farlo e che chissà quanto ti divertirai… Bene vorrei prenderli e catapultarli esattamente nel bel mezzo di una bufera come questa notte, con il motore che urla ed i pistoni che fanno un rumore assordante, tu che cerchi di riposare quelle 2 ore del tuo turno di riposo a fianco al vano motore e con la barca che sbatte continuamente, si sta meglio fuori, lavati di sale come cenci… D’altronde chi cerca di fare il simpatico non mi è mai stato simpatico, non so a voi… e normalmente soffre pure il mare…

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Il peschereccio Giuseppe e Maria al quale ci siamo ormeggiati all’inglese nel porto di Vieste.

Siamo arrivati finalmente in porto a Vieste, appena abbiamo messo la prua dentro l’avantporto si è placato tutto, ci siamo ormeggiati all’inglese a fianco ad un peschereccio e adesso con il vento che urla, il gorgoglio dell’acqua sulle paratie è un bel carillon per dormire, finalmente un po’ di pace 🙂



Stephen A. Kleckner

Sono un sistemista informatico ed ho viaggiato molto in cielo, in terra e per mare. Amo la natura, il mare e lo sci. Sono molto curioso e sono appassionato di fisica. Ho una Mini Morris 850 e sono appassionato di LEGO. Adoro Star Trek.

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