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Quasi pronto...
 

La storia del gambero sbronzo dall’ammoniaca…

Questa è una storia particolare, successa questa estate 2021, in un luogo come al solito non ben definito, giusto per non fare nomi e cognomi.

La storia è questa…

Un giorno vado con un mio amico a mangiare in un buon ristorante e nel mettermi in bocca i gamberi, sento un sapore che non mi aggrada, li mastico e li mangio, poi chiedo al mio amico che sente la stessa cosa e mi dice che forse in quel ristorante cuociono con il gas, invece che sulla brace. Quindi, sempre forse i gamberi prendono il sapore di gas. Io faccio spallucce, non finisco di mangiare e mi porto a casa il cartoccio a casa. La sera stessa, mi riscaldo i gamberi, sentendo un fortissimo odore proveniente dalla piastra, tanto che provo ad assaggiare un pezzettino e li butto via, pensando che fossero andati a male.

La storia prosegue…

Un mese dopo, in un ristorante, sempre assieme a questo mio carissimo amico con il quale vado in barca vela, invece di andare nel ristorante al piano superiore, ristorante costosissimo e dalla qualità indubbia, decidiamo di rimanere al piano terra, ma non per che chissà quale motivo, semplicemente perché avevamo molta fretta.

Al piano terra c’è un ristorante da prezzo, un ristorante molto turistico. Sicuramente la qualità che ci aspettavamo non era la migliore, ma comunque era cibo. Quindi ordiniamo tranquillamente due piadine ed un fritto di gamberi. Mentre mi metto in bocca il fritto di gamberi, sento un fortissimo odore quasi repellente che mi impedisce di masticare i gamberi. Li sputo immediatamente ponendomeli in mano e li appoggio nel piatto, cercando di non farmi vedere dai commensali attorno a me.

Dopo poco la cameriera viene a chiedere se fosse tutto a posto ed io che non riesco a star zitto, le dico, che no, non va tutto bene, ci sono i gamberi che sono immangiabili, indicando il piatto dove avevamo lasciato una manciata di gamberi fritti.

Arrivano rinforzi

A questo punto arriva il ristoratore, che con classica parlata romagnola, con un piatto in mano con sopra un gambero decongelato, inizia a decantare la bontà dei propri gamberi, che sono freschissimi, congelati probabilmente sei mesi prima aggiungo io, essendo gamberi argentini. Quindi con il gambero decongelato nel piatto, me lo taglia ed a ogni costo me lo vuole far assaggiare, con tanto di interiora. Io ovviamente ne assaggio una punta, repellendo immediatamente il boccone causa forte odore di ammoniaca oltre che la presenza di quel filamento nero che non è altro che il contenuto dell’intestino, insomma ci siamo capiti di cosa…

In sostanza, anche la panza

Insomma, alla fine ero io che non capivo niente, che effettivamente forse c’era un leggerissimo odore di ammoniaca, perché i gamberi per non farli annerire vengono irrorati di ammoniaca, oltre che per aumentare la capacità refrigerativa del ghiaccio, aggiungo io e che io sia palesemente ipersensibile all’ammoniaca.

Conclusione

Alla fine tutta sta storia entra il fattorino che porta una cassa di gamberi congelata all’interno del ristorante. Andiamo a pagare e niente, mi chiede immensamente scusa per l’odore di ammoniaca, sorridendo e giustamente lascia nel conto, non che gli l’abbia chiesto i due fritti, nel frattempo dando una breve occhiata a tutti i tavoli, mi rendo conto che tutti i fritti di gamberi sono stati lasciati dagli altri commensali.

Morale

La morale che ho imparato è che a volte è meglio soprassedere sulla qualità del piatto che ti viene servito perché spesso sei tu che hai il palato sbagliato. L’altra faccia della medaglia è che quando sono poi tornato a prendere il ghiaccio, mi ha regalato un sacchetto intero di ghiaccio con il quale ci abbiamo raffreddato un ottimo vino.

Spiegazione finale

Era l’estate 2021, quindi venivamo da almeno cinque mesi di fermo ristorazione causa lockdown. Come mi ha confermato un ristoratore molto preparato, molto probabilmente, quei gamberi saranno stati mantenuti in chissà quale modo, con chissà quale catena del freddo, in chissà quale nazione e forse irrorati di ulteriore ammoniaca per allungare la loro scadenza, tanto che ho saputo che per un mese ancora i gamberi era meglio lasciarli nei freezer dei ristorante e se proprio si voleva mangiare dei “gamberi” era meglio mangiare delle mazzancolle autoctone.

Dislcaimer

Il ristorante in questione non è in zona Rimini né a Riccione.

Stephen Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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