Loading
Loading...
Sto caricando il blog
Quasi pronto...
 

La Riviera romagnola finirà davvero sott’acqua? Cosa c’è di vero dietro agli articoli sull’innalzamento del mare

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare molto del rischio che alcune zone della costa italiana possano essere sommerse dal mare nei prossimi decenni. Uno degli articoli che ha fatto più discutere è quello pubblicato da Il Resto del Carlino, con toni piuttosto forti e immagini che sembrano quasi raccontare uno scenario apocalittico. Leggendo certi titoli, soprattutto vivendo in Riviera, viene spontaneo chiedersi se davvero città come Rimini, Riccione o Cattolica rischino un giorno di finire sott’acqua.

La realtà, come spesso accade quando si parla di clima, è molto più complessa e meno spettacolare di come viene raccontata nei titoli dei giornali. Però il problema esiste davvero. E riguarda anche la Riviera romagnola.

L’innalzamento del livello del mare è uno degli effetti più concreti dei cambiamenti climatici. Non è un fenomeno improvviso, ma un processo lento che si sta osservando da decenni. Gli studi scientifici mostrano che il mare sta salendo sia per la fusione dei ghiacci continentali sia per l’espansione termica dell’acqua, cioè il fatto che l’acqua più calda occupa più volume. Secondo diversi scenari dell’IPCC, entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare da circa 30 centimetri fino anche a oltre un metro negli scenari peggiori.  

La riviera romagnola nel 2100 le simulazione dell'innalzamento del livello del mare

Per capire il problema della Riviera romagnola bisogna però aggiungere un altro elemento fondamentale: la subsidenza. In pratica, non è solo il mare che sale, ma è anche il terreno che lentamente si abbassa. Questo fenomeno interessa da moltissimo tempo tutta la costa adriatica settentrionale, soprattutto le zone di Ravenna, Comacchio e Ferrara, che infatti risultano tra le aree più vulnerabili d’Italia.  

La situazione della Riviera tra Rimini, Riccione e Cattolica è diversa rispetto al Delta del Po. Non siamo di fronte a città che rischiano realisticamente di sparire sotto il mare nel giro di qualche decennio. Però esistono problemi concreti che stanno già iniziando a manifestarsi e che probabilmente aumenteranno nel tempo.

Il primo è l’erosione delle spiagge. Le coste romagnole sono basse e sabbiose, quindi particolarmente fragili durante le mareggiate. Da anni vengono effettuati ripascimenti artificiali e opere di difesa costiera proprio per evitare che il mare arretri sempre di più verso le strutture turistiche e le città.  

Il secondo problema riguarda gli allagamenti. Molte persone immaginano il mare che entra lentamente nelle città come in un film catastrofico. In realtà il rischio più concreto è diverso: eventi estremi sempre più intensi, piogge molto forti, mareggiate e difficoltà delle reti fognarie a scaricare verso il mare quando il livello dell’acqua è troppo alto. È proprio questo uno dei temi su cui stanno lavorando molte città costiere dell’Emilia-Romagna. Rimini, ad esempio, sta già ripensando parte del waterfront e delle infrastrutture urbane proprio per affrontare eventi climatici più estremi e l’innalzamento del livello del mare.  

La Riviera romagnola è un territorio nato e cresciuto praticamente a livello del mare. Basta guardare la conformazione della costa: una lunga fascia urbanizzata continua, quasi senza dislivelli, costruita direttamente dietro la spiaggia.   Questo rende tutta la zona più delicata rispetto a coste rocciose o rialzate.

Ma allora cosa potrebbe succedere davvero a Riccione o Rimini nei prossimi decenni?

Probabilmente non assisteremo a scenari da “Atlantide romagnola”, almeno non nel senso cinematografico del termine. Più realisticamente potremmo vedere spiagge sempre più difficili da mantenere, mareggiate più aggressive, allagamenti urbani più frequenti nelle zone basse, aumento dei costi di protezione costiera e opere idrauliche sempre più sofisticate. Un po’ quello che già oggi accade in molte città costiere del Nord Adriatico.

Nel mio caso, vivendo in zona Viale Gran Sasso a Riccione, il rischio principale non sarebbe tanto una sommersione diretta da parte del mare, quanto piuttosto eventuali problemi di drenaggio urbano durante eventi meteorologici estremi. La zona non è sul lungomare diretto e questo cambia molto. Essere a circa un chilometro dal mare offre già una situazione decisamente diversa rispetto alle aree immediatamente affacciate sulla costa.

Quello che colpisce davvero è che fino a pochi anni fa questi temi sembravano quasi fantascienza, mentre oggi sono entrati nei piani urbanistici, nelle strategie di protezione civile e perfino nelle discussioni sul futuro turistico della Riviera. Del resto, la Riviera romagnola non è soltanto una costa: è uno dei più grandi sistemi turistici balneari d’Europa, costruito in gran parte direttamente sulla pianura costiera.  

Ed è forse proprio questo il punto più importante. Non bisogna cadere né nel negazionismo né nel catastrofismo. Gli articoli che parlano di città sommerse servono spesso ad attirare attenzione, ma dietro quei titoli esiste comunque una questione reale. La costa adriatica sta cambiando lentamente. E probabilmente nei prossimi decenni dovrà adattarsi sempre di più a convivere con un mare diverso da quello che abbiamo conosciuto nel Novecento.

Stephen Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Like

Questo blog è scritto da:

Stephen Augustus Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

error: Il contenuto è protetto... :)