Ci sono persone che non sono semplici. Non sono lineari, non sono facili da capire, a volte nemmeno da gestire. E proprio per questo ti prendono mentalmente.
Hanno lati del carattere che nemmeno loro sopportano. Sanno di non essere sempre sinceri, eppure dicono di conviverci. Hanno fragilità che vorrebbero cambiare, nascondere, migliorare. Perché sanno che fanno male a loro stessi e, inevitabilmente, anche a chi gli sta accanto.
E quando ci stai insieme, all’inizio fai sempre lo stesso errore: provi ad aggiustare. Provi a spiegare, a sistemare, a portare tutto su una strada più “giusta”.
Anch’io l’ho fatto. Ho provato a cambiare delle cose, a farti vedere il mondo come lo vedevo io. A evitare certe dinamiche, certe reazioni, certe situazioni.
E ogni volta finiva allo stesso modo: si litigava, ma poi non vedevamo l’ora di rivederci. Di stare insieme. Di tenerci compagnia. Di perderci uno nell’altra.
Ti ho incontrata in un locale, in mezzo a tante altre donne. Indubbiamente belle, diverse, interessanti. Eppure, quando sono andato via, mi sono fatto una domanda semplice: perché, tra tutte, mi piaceva solo lei? Vestita quasi da ragazzina, che si mordicchiava le dita e rideva spensierata. Perché proprio lei, così tanto?
Poi, a un certo punto, capisci una cosa molto più semplice ed anche molto più scomoda. Che quella persona… ti piace così com’è. Non solo nei lati belli, ma anche in quelli che lei stessa non accetta. E lì cambia tutto. Perché smetti di combattere. Smetti di correggere. Smetti di voler avere ragione. Inizi semplicemente a vedere per quello che è senza filtri.
Ed è proprio lì che arriva la verità più difficile: capire se quello che provi è amore… o bisogno. Perché una parte di te la vorrebbe lì, adesso. La sceglierebbe senza pensarci. La riporterebbe indietro. Ma un’altra parte, più lucida, sa che amare non è trattenere. Non è forzare. Non è “far succedere” qualcosa.
Amare è anche rispettare quello che l’altro è diventato o è sempre stato. Anche quando non coincide più con te. Solo allora capisci che l’amore non è cambiare qualcuno. Non è trovare la persona giusta e sperare che tutto funzioni. L’amore è un’altra cosa.
È qualcosa che si impara, che si costruisce, che si pratica: è cura, è responsabilità, è rispetto, è conoscenza: è voler bene davvero: esserci nei momenti più difficili. Anche quando questo significa fare un passo indietro.
Due persone che non sanno amare non possono creare amore insieme. E se devi “far succedere” qualcosa, non è amore maturo. L’amore non è qualcosa che ti succede. È qualcosa che sai fare oppure no. Richiede disciplina, presenza, pazienza.
Richiede di vedere l’altro per quello che è, non per quello che vorresti che fosse. La verità più grande è questa: l’amore è l’unione con qualcuno mantenendo la propria individualità; un equilibrio difficilissimo.
Perché alla fine il problema non è che non trovi la persona giusta. È che quasi nessuno sa amare davvero.
Così si confonde il bisogno con l’amore. Si costruiscono relazioni fragili e si finisce per soffrire e far soffrire sempre allo stesso modo. Io questo l’ho capito, in questi giorni. Forse, per la prima volta,
ho capito anche che amare qualcuno può voler dire lasciarlo andare senza cancellare nè negare quello che è stato, senza sporcarlo. Solo… riconoscerlo ed imparare, finalmente, ad amare. Ci sono persone che non sono semplici. Non sono lineari, non sono facili da capire, a volte nemmeno da gestire. E proprio per questo ti prendono mentalmente.
Hanno lati del carattere che nemmeno loro sopportano. Sanno di non essere sempre sinceri, eppure dicono di conviverci. Hanno fragilità che vorrebbero cambiare, nascondere, migliorare. Perché sanno che fanno male a loro stessi e, inevitabilmente, anche a chi gli sta accanto.
E quando ci stai insieme, all’inizio fai sempre lo stesso errore: provi ad aggiustare. Provi a spiegare, a sistemare, a portare tutto su una strada più “giusta”.
Anch’io l’ho fatto. Ho provato a cambiare delle cose, a farti vedere il mondo come lo vedevo io. A evitare certe dinamiche, certe reazioni, certe situazioni.
E ogni volta finiva allo stesso modo: si litigava, ma poi non vedevamo l’ora di rivederci. Di stare insieme. Di tenerci compagnia. Di perderci uno nell’altra.
Ti ho incontrata in un locale, in mezzo a tante altre donne. Indubbiamente belle, diverse, interessanti. Eppure, quando sono andato via, mi sono fatto una domanda semplice: perché, tra tutte, mi piaceva solo lei? Vestita quasi da ragazzina, che si mordicchiava le dita e rideva spensierata. Perché proprio lei, così tanto?
Poi, a un certo punto, capisci una cosa molto più semplice, ed anche molto più scomoda. Che quella persona… ti piace così com’è. Non solo nei lati belli, ma anche in quelli che lei stessa non accetta.
E lì cambia tutto. Perché smetti di combattere. Smetti di correggere. Smetti di voler avere ragione. Inizi semplicemente a vedere, per quello che è, senza filtri.
Ed è proprio lì che arriva la verità più difficile: capire se quello che provi è amore… o bisogno. Perché una parte di te la vorrebbe lì, adesso. La sceglierebbe senza pensarci. La riporterebbe indietro. Ma un’altra parte, più lucida, sa che amare non è trattenere. Non è forzare. Non è “far succedere” qualcosa.
Amare è anche rispettare quello che l’altro è diventato, o forse è sempre stato. Anche quando non coincide più con te.
Solo allora capisci che l’amore non è cambiare qualcuno. Non è trovare la persona giusta e sperare che tutto funzioni. L’amore è un’altra cosa.
È qualcosa che si impara, che si costruisce, che si pratica: è cura, è responsabilità, è rispetto, è conoscenza. È voler bene davvero. Esserci nei momenti più difficili. Anche quando questo significa fare un passo indietro.
Due persone che non sanno amare non possono creare amore insieme. E se devi “far succedere” qualcosa, non è amore maturo. L’amore non è qualcosa che ti succede. È qualcosa che sai fare oppure no. Richiede disciplina, presenza, pazienza.
Richiede di vedere l’altro per quello che è, non per quello che vorresti che fosse. La verità più grande è questa: l’amore è l’unione con qualcuno mantenendo la propria individualità. Un equilibrio difficilissimo.
Perché alla fine il problema non è che non trovi la persona giusta. È che quasi nessuno sa amare davvero.
Così si confonde il bisogno con l’amore. Si costruiscono relazioni fragili e si finisce per soffrire, e far soffrire, sempre allo stesso modo.
Io questo l’ho capito, in questi mesi. Forse, per la prima volta, ho capito anche che amare qualcuno può voler dire lasciarlo andare, senza cancellare né negare quello che è stato, senza sporcarlo. Solo… riconoscerlo ed imparare, finalmente, ad amare.
Dio, quanto amavo quella donna.

