La favoletta della tazza che imparò ad aspettare



C’era una volta una tazza ☕️ di ceramica, posata ogni sera sul bordo del tavolo , sempre nello stesso punto.
Non era una tazza ☕️ speciale: non era la più bella, né la più nuova.
Ma aveva una qualità rara: sapeva aspettare.

Ogni mattina veniva riempita di qualcosa di diverso.
A volte caffè ☕️ forte, a volte tè leggero, a volte solo acqua calda con un po’ di collagene…
La tazza ☕️ non si lamentava mai.

Un giorno chiese al tempo:
Perché a volte mi riempiono e subito mi svuotano, e altre volte mi lasciano lì, a raffreddare lentamente? “

Il tempo sorrise (perché il tempo sorride sempre, anche quando non ce ne accorgiamo) e rispose:
Perché non tutto deve accadere subito. Alcune cose hanno bisogno di stare ferme per diventare buone. “

La tazza ☕️ imparò allora una cosa importante:
che il calore non è fatto per durare per sempre,
ma che il senso delle cose rimane, anche quando si raffreddano.

E così, quando nessuno la guardava, la tazza ☕️ restava lì, tranquilla,
sapendo che prima o poi qualcuno sarebbe tornato,
l’avrebbe presa tra le mani
e avrebbe detto:
Era proprio quello che mi serviva.

Stephen Augustus Kleckner

Dedicata ad Ella che dovrà imparare a fare le cose con calma e prendersi il suo tempo… ❤️

(questa tavoletta è una mia rielaborazione un po’ diversa della favola di Rodari: La Tazza Impaziente e il Tè caldo con un significato leggermente diverso che solo chi sa la storia capirà 😀)

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