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La favola dell’AmoRE che non voleva essere piccolo

C’era una volta, in un mondo grande quanto l’Universo, una parola scritta in modo strano: AmoRE.

Non era una parola qualunque. Aveva due lettere maiuscole alle estremità, come braccia aperte, perché non voleva essere contenuta.

AmoRE non sapeva spiegarsi. Diceva spesso:

«Forse lo capirò quando avrò ottantatré anni, seduto sotto un baobab, con la schiena calda e il tempo lento».

Nel frattempo, però, camminava.

Viaggiava tra le persone come una scintilla rara. Non entrava in tutti: sceglieva.

E quando entrava, restava. Non per giorni o stagioni, ma per anni.

Perché quando un sentimento resiste al tempo, smette di essere un’emozione e diventa AmoRE.

Qualcuno diceva che fosse pazzia.

AmoRE sorrideva: «Forse sì. O forse la pazzia è solo il nome che date a ciò che non riuscite a misurare».

AmoRE conosceva l’Universo.

Sapeva di essere minuscolo davanti a miliardi di anni luce, a galassie come bolle in una pentola infinita.

Eppure, proprio per questo, si sentiva prezioso.

Perché in tutto quel vuoto immenso, incontrare quella persona, in quel luogo, in quell’istante… era un miracolo statistico. Un evento irripetibile.

Quando AmoRE entrava in qualcuno, faceva caldo allo stomaco.

Faceva pensare solo a un volto.

Faceva cercare ovunque qualcosa che non si sarebbe mai più trovato altrove.

E se qualcuno provava a sminuirlo, a dubitarne, a declassarlo… AmoRE si raddrizzava e diceva:

«Non permetterlo. Sono tuo. Sono la cosa più vera che hai».

AmoRE non era educato.

Se faceva male, faceva molto male.

Ma insegnava a rialzarsi.

A camminare fino in fondo a un molo.

A urlare al mare in tempesta, di notte:

“Io amo!”

E non si vergognava della sofferenza.

Anzi, la indossava come una medaglia.

«Chi soffre per AmoRE è ricco», diceva.

«Gli altri ridono perché non sanno».

AmoRE cambiava le persone. Sempre.

Non le peggiorava: le trasformava senza farsi notare.

Come l’olio negli ingranaggi: non si vede, ma fa funzionare tutto meglio.

E a volte, quando due AmoRE si incontravano davvero, gli ingranaggi cambiavano direzione, destino, vita.

AmoRE aveva una regola sola: niente compromessi.

Non perché fosse rigido, ma perché era intero.

Latte è latte.

Latte scremato è un’altra cosa.

AmoRE non accettava sconti.

Preferiva essere raro piuttosto che comodo.

Meglio una volta ogni dieci anni, ma vero, che mille volte vuoto.

E se amava senza essere ricambiato?

Soffriva.

Ma sorrideva comunque.

Perché se ami davvero, vuoi la felicità dell’altro, anche se non passa da te.

Così AmoRE continuò a viaggiare.

Affamato. Coraggioso. Immenso.

Piccolo come un cuore, grande come l’Universo.

E a chi lo incontrava lasciava solo un avvertimento dolce e feroce insieme:

«Se mi senti, non lasciarmi andare.
Sono la cosa più preziosa che tu abbia».

La favola dell’AmoRE che non voleva essere piccolo Stephen Kleckner definitiva
La favola dell’AmoRE che non voleva essere piccolo Stephen Kleckner definitiva

“L’amore vero non è quello che ti fa stare tranquillo.
È quello che ti fa crescere.”

Stephen Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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Stephen Augustus Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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