Ci sono giornate che non hanno bisogno di essere complicate per essere perfette. Basta il mare giusto, il vento giusto e le persone giuste.
Ed è esattamente quello che è successo durante questa veleggiata davanti a Riccione, a bordo dell’ETAP 26 del mio amico Simone, insieme alla mia amica Claudia.
Il mare era tranquillo, il cielo pulito e il vento quanto basta per divertirsi senza stress. Una di quelle uscite che ti ricordano perché la vela non è solo uno sport, ma uno stato mentale.
Cos’è un ETAP 26
L’ETAP 26 è una barca a vela progettata dal cantiere belga ETAP Yachting, famosa per una caratteristica unica: è inaffondabile.
Sì, esatto.
Grazie a una costruzione a doppio guscio con schiuma interna, queste barche restano a galla anche in caso di falla. Una filosofia progettuale che punta tutto sulla sicurezza, senza però rinunciare alle prestazioni.
Caratteristiche principali dell’ETAP 26:
- Lunghezza: circa 7,8 metri
- Barca compatta ma ben abitabile
- Ottima stabilità e facilità di conduzione
- Perfetta anche per essere gestita in pochi o in solitaria
- Sicurezza elevata grazie alla struttura “unsinkable”
È una barca intelligente, concreta, senza fronzoli inutili. Una di quelle che fanno venire voglia di mollare gli ormeggi ogni volta che puoi.
La giornata in mare
Siamo usciti senza fretta, con quell’idea semplice: andare a farci un giro.
E alla fine è proprio così che vengono fuori le giornate migliori.
Con Simone al comando del suo ETAP 26 e Claudia a godersi il momento, abbiamo preso il largo davanti alla costa di Riccione, lasciandoci alle spalle il rumore della terra. Abbiamo anche fatto il bagno… 🙂
Il vento non era forte, ma sufficiente per farci scivolare sull’acqua con quella sensazione unica che solo la vela sa dare: silenzio, equilibrio, controllo.
Niente motore, niente fretta. Solo: il rumore dell’acqua sulla carena, il vento sulle vele e quella leggerezza mentale che ti arriva dopo pochi minuti in mare.
Sono momenti semplici, ma veri. E soprattutto rari.
Perché queste uscite sono speciali
Non serve una regata, non serve vento forte, non serve fare miglia su miglia.
A volte basta una barca come l’ETAP 26, due amici e il mare davanti casa.
È in queste uscite che ritrovi il senso della vela:
non la performance, ma la sensazione.
E devo dirlo: ogni volta che salgo su una barca così, anche senza condizioni “perfette”, mi diverto esattamente come quando ero piccolo in deriva.
Conclusione
Una veleggiata semplice, davanti a Riccione, ma capace di rimettere tutto al posto giusto.
Grazie a Simone per l’ETAP 26, a Claudia per la compagnia…
e al mare, che come sempre non sbaglia mai.
Alla prossima uscita ⛵

