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Entanglement quantistico e fede religiosa: due mondi che non c’entrano niente

Mi capita spesso di sentire gente che tira fuori il “quantistico” in ogni discorso, come se bastasse aggiungere una spruzzata di fisica dei quanti per rendere tutto più affascinante – e magari per vendere un corso o un seminario dal titolo roboante tipo “Il cervello quantistico” o “La guarigione quantica”. Ora, a parte il fatto che chiaro e dimostrato non lo è proprio niente (anzi, i fisici veri storcono il naso e sorridono di fronte a certi abbinamenti improbabili), è bene mettere in chiaro un punto: l’entanglement quantistico non ha niente a che vedere con il Buddismo, con la fede religiosa o con il modo in cui le persone interagiscono tra loro nella vita di tutti i giorni.

Recentemente, in un contesto di insegnamento buddhista, è stato un ragazzo del pubblico a tirare fuori a sproposito la parola “entanglement”, e il maestro – giustamente – lo ha fermato subito: i maestri seri, infatti, non hanno alcun bisogno di usare la fisica quantistica per spiegare la religione o la spiritualità. Perché? Semplice: si tratta di ambiti diversi, e miscelarli a caso genera solo confusione.

Cos’è l’entanglement quantistico?

In estrema sintesi, è un fenomeno fisico (verificato in laboratorio) secondo cui due o più particelle possono restare collegate (“intrecciate”) in maniera tale che lo stato di una influisca immediatamente sullo stato dell’altra, anche se si trovano a grandi distanze. Roba affascinante, certo, ma pur sempre limitata al mondo subatomico, con condizioni sperimentali precise e interpretazioni che ancora animano i dibattiti degli studiosi.

Il “quantistico” come parolina magica

La verità è che spesso la parola “quantistico” viene usata come una bacchetta magica per aggiungere un’aura di mistero o di scientificità a concetti che, in realtà, poco hanno a che vedere con la fisica. C’è chi parla di “yoga quantistico” o di “guarigione quantica” senza aver mai aperto un libro di meccanica quantistica, contando sul fascino che questo termine esercita su chi non ha familiarità con l’argomento.

E in effetti, quando lo si usa in contesti spirituali, filosofici o religiosi – pretendendo di mescolare la fisica dura e pura con pratiche interiori millenarie – raramente si fa un favore né alla fisica né alla pratica spirituale. L’una perde di rigore, l’altra rischia di risultare ridotta a trovata commerciale.

La fisica quantistica: un riassunto ultrabreve

La fisica quantistica studia il comportamento delle particelle su scala subatomica, dove le leggi della fisica classica cedono il passo a fenomeni “strani”, come la sovrapposizione degli stati (una particella può trovarsi in più stati contemporaneamente) e il principio di indeterminazione di Heisenberg (non puoi conoscere con precisione e nello stesso istante alcune coppie di grandezze fisiche, tipo posizione e quantità di moto).

  • Quanti: il termine deriva dal latino “quantum”, ovvero “quanto/quantità”. Indica che certe grandezze (ad esempio l’energia) non sono continue ma discrete, cioè si scambiano a “pacchetti” specifici, i “quanti”.
  • Applicazioni reali: dai computer quantistici, che usano qubit in sovrapposizione di stati per compiere calcoli a velocità incredibili, alla crittografia quantistica, che sfrutta l’entanglement per comunicazioni praticamente inviolabili. O ancora, il teletrasporto quantistico (non quello di Star Trek!) che trasmette a distanza lo stato di una particella su un’altra, grazie all’entanglement.

Perché non ha niente a che vedere con Buddismo o religione

Il Buddismo, come altre religioni o filosofie, ha secoli (o millenni) di storia alle spalle e uno spessore teorico e pratico che basta a se stesso. I maestri seri lo sanno: non è necessario tirare in ballo l’entanglement per spiegare la natura della mente, la meditazione o i concetti di compassione e illuminazione. Parlare di fisica quantistica in questo contesto rischia solo di creare confusione, soprattutto se fatto senza vere basi scientifiche.

Che poi ognuno sia libero di interessarsi di tutto è normale e anche bello, ma mescolare in modo superficiale scienza e religione sfocia in pseudo-scienza o spiritualità da bancarella. E in questo modo si sminuisce anche il valore di entrambe le discipline.

In conclusione

La fisica quantistica è un campo di ricerca reale, serio e affascinante, che ha all’attivo scoperte rivoluzionarie e applicazioni concrete. Ma non ha nulla a che vedere con la fede religiosa, con l’interazione “magica” tra le persone o con qualunque pratica spirituale che non sia rigorosamente supportata da dati ed esperimenti.

Se un maestro spirituale serio ti parla di consapevolezza, meditazione o filosofia, non ha bisogno di infilarci dentro l’entanglement o i quanti per darti un insegnamento autentico. D’altro canto, se un docente di fisica spiegasse la meccanica quantistica citando riferimenti a entità trascendentali, faresti bene ad alzare un sopracciglio e chiedere qualche prova.

Ogni sfera – quella scientifica e quella spirituale – ha la sua dignità e merita di essere compresa in modo genuino, senza “forzature quantistiche” o scorciatoie vendute come grandi rivelazioni. Se serve un pizzico di mistero, la realtà quantistica è già meravigliosamente strana di per sé; e il Buddismo (o qualunque altra religione) è altrettanto profondo senza bisogno di tirare in ballo fotoni e spin subatomici.

Alla prossima!

Fonti consigliate per approfondire

  1. Griffiths, D. J., Introduction to Quantum Mechanics, Cambridge University Press.
  2. Shankar, R., Principles of Quantum Mechanics, Springer.
  3. Feynman, R. P., QED: The Strange Theory of Light and Matter, Princeton University Press.
  4. Bell, J. S., Speakable and Unspeakable in Quantum Mechanics, Cambridge University Press.
  5. Deutsch, D., The Fabric of Reality, Penguin.

Su riviste come Nature o Science si trovano articoli più tecnici e aggiornati sulle ultime ricerche in materia di computazione quantistica, crittografia quantistica e sui test sperimentali dell’entanglement.

Stephen Kleckner

Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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Stephen Augustus Kleckner è un imprenditore italiano ed ex sistemista informatico. Nato a Riccione e cresciuto tra Romagna e Liguria, ha sviluppato fin da giovane una visione indipendente e curiosa del mondo. Dopo un percorso nella tecnologia e nell’analisi dei sistemi, oggi opera nel settore degli appartamenti ad uso turistico, affiancando competenze tecniche a esperienza imprenditoriale. Ha fondato RICCIONE TV e ha lavorato nella comunicazione digitale e nella produzione video. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica Militare e ha seguito corsi universitari di fisica. Appassionato di mare e navigazione, ha percorso oltre 50.000 miglia a vela e circumnavigato più volte l’Italia. Pratica nuoto e trekking, ama la natura e lo sci. È profondamente interessato alla fisica, al pensiero scientifico e alla comprensione dei fenomeni complessi. Mantiene uno sguardo critico su pseudoscienza, fake news ed estremismi, privilegiando sempre spiegazioni basate su evidenze verificabili. Tra le sue passioni personali ci sono i LEGO, Star Trek e le auto d’epoca, in particolare una Mini Morris del 1964. Nel suo blog condivide riflessioni, esperienze reali e analisi su scienza, relazioni e realtà contemporanea, con un approccio diretto e senza filtri.

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