Rimini
Una bellissima giornata per uscire con Angelica IV, una barca in legno di Sciarrelli con la quale ho ormai una simpatica particolare…
Una grande grinta
Che bella, che grinta, che velocità, che precisione nel fendere l’onda. Una barca che riesce a fare 10 nodi con 16 di vento reale a vele spiegate… 🙂
Video
Navigare con Angelica IV
Navigare su una barca come Angelica IV non è semplicemente uscire in mare. È qualcosa di diverso, qualcosa che oggi è diventato raro. È un modo di andare per mare che appartiene a un’altra epoca, ma che quando lo vivi davvero, ti rendi conto che è ancora incredibilmente attuale.
Angelica IV è una barca in legno di circa 60 piedi, costruita dal cantiere Carlini di Rimini, uno di quei cantieri che hanno saputo mantenere viva una tradizione che oggi rischia di perdersi. Non è solo una barca bella da vedere. È una barca che ha un’anima, fatta di linee, proporzioni e sensazioni che difficilmente si ritrovano nelle barche moderne.
Il progetto è di Carlo Sciarrelli, e questo già dice molto. Sciarrelli non è stato semplicemente un progettista di barche. È stato, probabilmente, uno dei più grandi interpreti della vela classica del Novecento. Le sue barche non sono solo oggetti tecnici, sono equilibrio puro tra estetica e funzionalità. Linee pulite, armonia nelle proporzioni, comportamento in mare sempre elegante, mai forzato.
Quando sali su una barca disegnata da Sciarrelli lo capisci subito. Non serve essere esperti. Lo senti da come si muove, da come risponde al timone, da come affronta l’onda. Non c’è nulla di aggressivo, nulla di artificiale. Tutto è naturale.
Io su Angelica IV ci ho navigato per anni. Non una volta, non una stagione. Anni. E questo cambia completamente il modo in cui percepisci una barca. Non è più “una bella esperienza”. Diventa un riferimento.
Ho navigato con Pietro, e con tanti maestri della vela di Rimini. Persone che il mare lo conoscono davvero, non per teoria ma per esperienza. E proprio su una barca così ho capito quanto conta la sensibilità, quanto conta saper leggere il vento, il mare, la barca stessa.
Perché una barca in legno non perdona. Ma allo stesso tempo, se la capisci, ti restituisce tutto. Anzi, di più.
Le barche moderne sono perfette, efficienti, veloci. Ma spesso filtrano tutto. Su una barca come Angelica IV, invece, senti ogni cosa. Senti il vento cambiare di mezzo nodo, senti la pressione sulla barra, senti il legno che lavora. Non sei sopra la barca. Sei dentro la barca.
E poi c’è il legno. Il profumo, il suono, la sensazione sotto i piedi. È qualcosa che non si può spiegare fino in fondo. Va vissuto.
Angelica IV non è solo una barca costruita bene. È il risultato di una cultura del mare che oggi esiste ancora, ma è sempre più rara. Una cultura fatta di rispetto, di pazienza, di attenzione ai dettagli.
Navigarci sopra significa entrare in contatto con tutto questo.
E forse è proprio per questo che, dopo anni, certe sensazioni restano. Non perché siano state spettacolari, ma perché erano vere.

