Quel giorno, mia Madre Silvana, perse il treno “Ancona – Chiasso” a Rimini. Mi diceva sempre che non aveva mai perso un treno se non quel maledetto treno che si sarebbe fermato alle 10:25 sul binario 1 a fianco alla sala d’aspetto della Stazione di Bologna, lì dove un uomo come tutti gli altri posizionó una valigia con dentro l’ordigno che fermó di colpo la vita di 85 persone e fece 200 feriti oltre che terrorizzare tutta la nostra nazione.

Io non ero ancora nato, ma ero nella pancia di mia Madre. Ogni volta che passo di qui, evito la sala d’aspetto e la guardo da lontano, anche se non ho vissuto l’evento ho paura di quella sala d’attesa, per tutto quello che, quando ero bambino sentii, le rievocazioni storiche ed il fatto che mia madre non voleva mai entrare là dentro.

Oggi, sarà che non sto bene ma sono entrato qui dentro e ne esco molto commosso.

Per maggiori informazioni https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna